Ciao a tuttx, vi rubiamo un secondo per aggiornarvi: si svolgerà nei prossimi giorni il processo, presso il tribunale di Bologna, per la convalida o meno dello sfratto dallo spazio che da 13 anni è per tutte e tutti noi un luogo di socialità, solidarietà e confronto, di messa in pratica di resistenza a questo mondo infame fatto di guerre sfruttamento e soprusi. Una crepa in questo quotidiano stillicidio che prova a soffocarci. Come tanti altri spazi che vengono attaccati, che stanno sparendo o non ci sono più o che attraversano simili difficoltà, noi abbiamo provato ancora una volta ad unire le istanze di lotta e dissenso con la musica , l’arte , il gioco e l’autogestione. Tutto ciò che abbiamo provato a fare e qualche piccola battagli vinta è anche grazie a chi ci ha sostenuto, chi ci ha criticato, chi ha partecipato poche o tante volte, chi è passato e non c’è più, chi c’era prima di noi…a voi mandiamo il più sentito ringraziamento. Il nostro pensiero e la nostra solidarietà è con gli spazi in difficoltà, i prigionieri, i compagni e le compagne colpite dalla repressione, il popolo palestinese, i lavoratori in lotta e le persone senza casa e tuttx quellx che si spendono ogni giorno per un mondo meno schifoso. Stiamo ricevendo tanta solidarietà ed in prima persona ci siamo attivati in strada e su queste insopportabili piattaforme social per farvelo sapere, la battaglia è in corso e ci sono ancora delle carte da giocare.
Riportiamo qui sotto il testo dell’ultimo volantino pubblicato e il link al crowdfunding per la raccolta fondi relativa alle spese legali.
Brigata 36 è un’associazione e uno spazio culturale politico, autogestito e antifascista. Siamo attivi dal 2013 ad Imola, in continuità con la precedente esperienza Peacemaker e Collettivo Spazio Sociale. Il nostro spazio non ha come obiettivo il profitto, non ha gerarchie e mediazioni con partiti politici. In quanto autogestito ci organizziamo attraverso un’assemblea composta da persone solidali che si incontrano di persona. È un luogo vivo e come tale, per continuare ad esistere, necessita di un posto fisico. Il Brigata è un’anomalia ad Imola, che prova ad essere una città modello, pacificata e all’avanguardia: punta su grandi eventi, grandi numeri, intrattenimenti costosi, perfettamente integrata nelle logiche del capitale e dello sfruttamento delle persone, degli animali, del territorio. Questa realtà può andare bene a molti, ma non a tuttx. Ci ritroviamo così, dopo tanti anni, tra l’arroganza della proprietà, che è una cooperativa locale, e il disinteresse del comune, di fronte alla minaccia di sfratto di un luogo storico che negli anni ha dato vita a percorsi politici, musicali, artistici ed umani. Le politiche attuali restringono lo spazio di manovra a chi non riesce, non può o non vuole, reggere il peso economico e burocratico che impongono sulle nostre esistenze. Tutto perfettamente in linea con l’attuale governo (non che i precedenti fossero meglio!) che dichiara guerra al “nemico” interno”. Questo vuol dire che le esperienze di lotta, l’autogestione e il dissenso che non portano né guadagno né “lustro” alla città, semmai problemi, saranno estirpate. Sia ben chiaro: la cosa non ci stupisce. Tuttavia, la nostra volontà è quella di non piegarci, rifiutiamo di perdere il nostro spazio di libera aggregazione! Rispetto agli spazi istituzionalizzati pubblici esistono esperienze collettive come la nostra che si autodeterminano e non chiedono rappresentanza. L’aggregazione e la politica non devono passare necessariamente attraverso un partito o un bene di consumo. Ci sono percorsi che resistono e rifiutano questo tipo di approccio estrattivo e performante, che combattono ogni giorno la narrazione criminalizzante che gli si dipinge addosso. In una società dove la cultura costa ed è nelle mani di pochi tecnici, lo svago è solo funzionale ad addestrare nuovi consumatori, dove si privilegia il profitto alla possibilità di costruire legami, dove il virtuale genera mostri e alimenta vecchi e nuovi fascismi, creare attività e momenti in contrapposizione a questa logica è la nostra battaglia. Riqualificazione, controllo, decreti legge, grandi opere e tecnologie: con queste parole le città cambiano però si muovono sempre sugli stessi obsoleti binari che portano a speculazione, repressione e guerre. Imola non fa eccezione perché cerca di venderci, o peggio, di imporci un futuro che piace solo ai pochi che ne traggono profitto.
La somma raccolta andrà a coprire le spese legali sostenute dall’associazione a partire dalla data del 15 giugno, giorno in cui verremo citati presso il tribunale civile di Bologna, da parte della proprietà, come occupanti senza titolo dell’immobile che da 13 anni è lo spazio Brigata Prociona ad Imola.
La loro intenzione è sfrattarci il nostro obiettivo resistere!
Per rimanere aggiornatx: tanadelprocione@riseup.net
Sotto trovate il link per il crowdfunding per le spese legali.
https://www.produzionidalbasso.com/project/brigata-resiste/